mercoledì 4 agosto 2010

Gita turistica a Predappio



Oggi voglio farvi conoscere qualche scorcio della mia città
Un pò di storia:

Circondata da vigneti pregiati, fra calanchi e banchi d'argilla, procedendo verso l'appennino, Predappio s'incontra sulla statale 9 ter risalendo la vallata del Rabbi.
Nettamente divisa dall'antica Predappio (denominata Predappio Alta) con regio decreto del marzo 1936, è la testimonianza dell'impegno di Benito Mussolini per valorizzare i luoghi che gli dettero i natali.

L'intervento più vistoso è la trasformazione della vecchia frazione Dovia, dov'è ubicata la casa natale dell'ex dittatore, che divenne in breve il capoluogo comunale.
Nell'ambito di quella che un tempo fu Dovia ( Duae viae, cioè due strade: per Rocca San Casciano e per Premilcuore) è evidente una concezione architettonica particolare dettata da numerosi edifici e costrizioni nel tipico stile dell'epoca fascista.

L'antica Dovia, del resto il cui sviluppo fu deciso nel 1924, appena un secolo fa non era che un piccolo agglomerato di case rurali.
La cerimonia di fondazione del nuovo paese avvenne il 30 agosto 1925, in quel periodo Predappio divenne meta obbliga delle personalità che occupavano le più alte cariche dello stato, dagli esponenti della nobiltà della casa regnante e dello stesso re.

La casa natale di Benito Mussolini è situata in via Varano Costa, casa di modesta fattura, venne costruita con grossi sassi e pietra spugnone senza intonaco esterno.
Benito Mussolini vi nacque il 29 luglio 1883.
La famiglia abitava le tre stanze del primo piano; nello stanzone ai piedi della scala, Alessandro Mussolini, padre del futuro "duce", ebbe la sua seconda bottega da fabbro.
Rosa e Alessandro vi abitarono fino alla nascita del primo dei loro tre figli, Benito, poi si trasferirono al Varano.
Ora la casa è adibita a museo visitabile al pubblico.

La costruzione che si nota maggiormente entrando in Predappio è la chiesa di S.Antonio da Padova si trova nella piazza percorrendo il viale principale.
Costruita su progetto dell'achitetto Cesare Bazzani ed inaugurata nel 1934 domina con la sua imponenza la piazza .
Il suo interno è organizzato a croce latina su tre navate divise da larghi pilastri, la prima pietra della costrizione dedicata a S.Rosa da Lima, fu posta il 30 agosto 1925 su un terreno donato da un privato e con il patrocinio di un comitato diretto da Rachele e Arnaldo Mussolini.
però per difficoltà politiche (Stato Chiesa) insorte in quel periodo i lavori si bloccarono e ripresero solo nel 1931 dedicando l'oprera questa volta non più a S.Rosa ma a S.Antonio evangelizzatore delle terre di Romagna.

La facciata principale della chiesa è rivestita di marmo in lastre provenienti da Cagli e Trani, nella lunetta bronzea opera dello scultore Publio Morbiducci campeggia la figura di S.Antonio appoggiato su un ceppo di quercia .
                                                                                                                                                  
La torre campanaria presenta evidenti richiami al campanile di San Marco a Venezia, costituì il prototipo per tutti i campanili costruiti in quegli anni in tutta la Romagna.

Alla destra della chiesa fa bella mostra di se palazzo Varano sede del municipio, è stato ricostruito tra il 1926 e il 1927 su progetto del Genio Civile di Forlì, F. Di Fausto intervenne modificandolo profondamente.
Il toponimo "Varano" è di origine romana, mentre poco o nulla si conosce dell'edificio, nonostante l'impegno nelle ricerche degli storici locali.
Fù in parte residenza per famiglie indigenti e in parte scuola elementare.
Per circa vent'anni fu dimora dei Mussolini avendo insegnato qui Rosa Maltoni, la madre del futuro dittatore.
I tre piani sono tutt'ora collegati da uno scalone in pietra grigia proveniente dalle cave viterbesi di Piperino.
Benito Mussolini provvide a sue spese agli oggetti d'arredo e inviò da Roma 11 casse colme di supellettili.

In fondo alla piazza vi è il palazzo del fascio che testimonia la storia passata, sede del partito al piano terra vi erano un bar e un'elegante ristorante.
Il primo piano era destinato agli uffici delle segreterie dei vari comitati e a grandi sale congressi.
Nel seminterrato era collocato un'albergo diurno ad uso dei visitatori.
L'edificio fù inaugurato il 21 aprile del 1937, giorno della fondazione di Roma, con un grande ballo notturno alla presenza di Benito Mussolini, Achille Starace e Galeazzo Ciano.
Ora lasciato all'abbandono e inutilizzato.


Proseguendo verso Premilcuore incontriamo alla nostra destra il cimitero monumentale, di stile romanico è un ampio quadrilatero organizzato in posizione romboidale.
E' stato costruito nel 1939 su progetto dell'architetto Florestano Di Fausto che in uno dei suoi angoli vi ha inglobato l'austera basilica di San Cassiano in Pennino.

La sistemazione del cimitero naque dall'intenzione di Benito di riunire le salme dei genitori e costruire una tomba di famiglia per i propri congiunti, ma, soprattutto, di dare un'apetto monumentale al luogo che ospitava la tomba della madre, visitata incessantemente da tutta Italia e ornata di fiori freschi donati a turno dagli agricoltori d'Italia.






Nella cripta sono custodite le spoglie di Benito Mussolini e della sua famiglia.







La chiesa di San Cassiano in Pennino situata in un'angolo del cimitero monumentale di San Cassiano, risale al XI secolo.
Le prime citazioni relative alla pieve risalgono al 1001, ma la tradizione popolare vuole che il complesso religioso sia sorto nel V sec.d.C. per volontà di Galla Placidia figlia dell'imperatore Teodosio che da Ravenna guidò l'impero romano d'occidente.
Più probabile l'origine attribuita all'iniziativa dei primi cristiani che la costruirono sulle fondamenta di un peesistente tempio pagano.
La località, infatti, antico valico di attraversamento dell'appennino fra Gallia ed Etruria, era già abitata ai tempi precristiani.
Nominata anche come basileca, ebbe almano fino al 600, grande importanza religiosa ed amministrativa.
La cripta è la parte più antica della chiesa, forse di origine bizantina, custodisce una esposizione documentata e fotografica della storia della pieve.
Da ammirare il crocefisso opera di un'allievo del Beato Angelico.
Se capitate in vacanza in Romagna una visita a questi luoghi è d'obbligo!


                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                           
                                                                                
                                                                       
               

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