Oggi voglio farvi conoscere qualche scorcio della mia città
Un pò di storia:
Circondata da vigneti pregiati, fra calanchi e banchi d'argilla, procedendo verso l'appennino, Predappio s'incontra sulla statale 9 ter risalendo la vallata del Rabbi.
Nettamente divisa dall'antica Predappio (denominata Predappio Alta) con regio decreto del marzo 1936, è la testimonianza dell'impegno di Benito Mussolini per valorizzare i luoghi che gli dettero i natali.
L'intervento più vistoso è la trasformazione della vecchia frazione Dovia, dov'è ubicata la casa natale dell'ex dittatore, che divenne in breve il capoluogo comunale.
Nell'ambito di quella che un tempo fu Dovia ( Duae viae, cioè due strade: per Rocca San Casciano e per Premilcuore) è evidente una concezione architettonica particolare dettata da numerosi edifici e costrizioni nel tipico stile dell'epoca fascista.
L'antica Dovia, del resto il cui sviluppo fu deciso nel 1924, appena un secolo fa non era che un piccolo agglomerato di case rurali.
La cerimonia di fondazione del nuovo paese avvenne il 30 agosto 1925, in quel periodo Predappio divenne meta obbliga delle personalità che occupavano le più alte cariche dello stato, dagli esponenti della nobiltà della casa regnante e dello stesso re.

La casa natale di Benito Mussolini è situata in via Varano Costa, casa di modesta fattura, venne costruita con grossi sassi e pietra spugnone senza intonaco esterno.
Benito Mussolini vi nacque il 29 luglio 1883.
La famiglia abitava le tre stanze del primo piano; nello stanzone ai piedi della scala, Alessandro Mussolini, padre del futuro "duce", ebbe la sua seconda bottega da fabbro.
Rosa e Alessandro vi abitarono fino alla nascita del primo dei loro tre figli, Benito, poi si trasferirono al Varano.
Ora la casa è adibita a museo visitabile al pubblico.

La costruzione che si nota maggiormente entrando in Predappio è la chiesa di S.Antonio da Padova si trova nella piazza percorrendo il viale principale.
Costruita su progetto dell'achitetto Cesare Bazzani ed inaugurata nel 1934 domina con la sua imponenza la piazza .
Il suo interno è organizzato a croce latina su tre navate divise da larghi pilastri, la prima pietra della costrizione dedicata a S.Rosa da Lima, fu posta il 30 agosto 1925 su un terreno donato da un privato e con il patrocinio di un comitato diretto da Rachele e Arnaldo Mussolini.
però per difficoltà politiche (Stato Chiesa) insorte in quel periodo i lavori si bloccarono e ripresero solo nel 1931 dedicando l'oprera questa volta non più a S.Rosa ma a S.Antonio evangelizzatore delle terre di Romagna.
La facciata principale della chiesa è rivestita di marmo in lastre provenienti da Cagli e Trani, nella lunetta bronzea opera dello scultore Publio Morbiducci campeggia la figura di S.Antonio appoggiato su un ceppo di quercia .